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Pratiche di consapevolezza
Respiro - Consapevolezza del respiro (11 min)
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Respiro - Consapevolezza del respiro (11 min)

Respiro - Meditazione
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Il respiro di per sé non può essere praticato come una tecnica, perché una tecnica si può applicare solo alle funzioni volontarie del corpo, mentre il respiro accade in modo spontaneo e inconscio. Il respiro non può essere controllato, se non in minima sviluppando consapevolezza, attraverso l’esperienza di una pratica ripetuta nel tempo. Esiste però la possibilità di espandere le possibilità del respiro: liberandone il movimento nell’intero corpo e aprendo spazi di risonanza, creando un’attivazione con movimenti mirati o ancora disattivando, lasciando andare tensioni non volute.

La pratica di respirazione profonda segue uno schema semplice:

1.     Lasciare uscire l’aria

2.     Attendere nella pausa a polmoni vuoti

3.     Lasciare entrare l’aria

Lasciare uscire l’aria significa creare una condizione corporea di distensione interna.

Il diaframma si inarca verso l’alto risalendo verso il cuore, il polmone viene compresso e gli organi addominali sono contenuti entro la parete addominale.  Durante l’espirazione l’anidride carbonica viene espulsa verso l’esterno.

Nello stato di quiete e di equilibrio interno, dopo l’espirazione c’è una pausa. In questa pausa è possibile percepire il potente impulso vitale dell’inspirazione che sta per nascere.

Questo impulso respiratorio parte dal centro respiratorio che si trova nel midollo allungato. L’impulso viene trasmesso per vie nervose al diaframma e ai muscoli intercostali.

Lasciare entrare l’aria è una condizione estremamente corporea in cui permettiamo all’aria di entrare: il corpo svuotato di respiro, si impregna di aria proprio come una spugna strizzata che metto nell’acqua. I polmoni si dilatano, la gabbia toracica si allarga, la parrete addominale si gonfia leggermente verso l’esterno e si percepisce una lieve espansione nella schiena e nelle spalle.

Gli organi addominali e il bacino vengono costantemente massaggiati dalla compressione esercitata dall’inspirazione e stimolati in modo da favorire la circolazione sanguigna e promuovere una generale sensazione di benessere.

Per poter percepire il ritmo profondo del respiro c’è bisogno di distensione, di ascolto e di percezione. È necessario costruire una memoria corporea per non dover rifare ogni volta tutti questi passaggi: è la sensorialità che ci aiuta a costruire memoria corporea.

Buona pratica,
Serena

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